IA: in bilico tra efficienza e sovraccarico.

L’intelligenza artificiale è sicuramente una delle innovazioni che più ha cambiato il modo di lavorare (e non solo) degli ultimi anni. Secondo una ricerca internazionale condotta da Workday, il 92% dei lavoratori afferma che l’AI lo aiuta a rendere il proprio lavoro più efficiente e rapido.

🪙 Ma spesso e volentieri non è tutto oro ciò che luccica. Perché se è vero che l’IA può semplificare il lavoro, un uso eccessivo può causare danni ai lavoratori e portare improduttività nell’azienda.

🔸 La ricerca di Workday ci dice anche che il 40% del tempo che risparmiamo grazie all’intelligenza artificiale, lo passiamo a controllare e correggere i suoi errori.
🔸 Lo studio OSH Pulse 2025 dell’EU-OSHA ha rilevato che per il 30% dei lavoratori l’uso di tecnologie digitali li rende più soli e per il 28% aumenta il carico di lavoro.
🔸 Secondo una ricerca del Boston Consulting Group, a causa dell’IA il 19% dei lavoratori subisce un sovraccarico di informazioni che in alcuni casi porta a “Brain Fry”, letteralmente alla “frittura del cervello”: condizione per cui la nostra mente si annebbia e non siamo più in grado di prendere decisioni.

❗ Chi però è la principale vittima dell’uso eccessivo dell’IA sono i neoassunti. Chi è entrato in azienda da poco, se affiancato principalmente da un software anziché da un tutor umano, rischia di eseguire compiti in modo meccanico, non potendo fare esperienza e a non comprendendo realmente il lavoro.

Nonostante l’IA sia senza dubbio uno strumento molto potente, bisogna sempre fare attenzione a usarlo nel modo corretto. Il rischio ? Minore produttività, lavoratori non formati e l’aumento dei costi aziendali.

Intelligenza artificiale: in bilico tra efficienza e sovraccarico Secondo l'indagine Workday, l'IA rende più produttivi del 92% ma il 40% di quel tempo è dedicato a correggere i suoi errori. Lo studio OSH Pulse 2025 stima che il 30% dei lavoratori si senta più solo a causa delle tecnologie digitali. Una ricerca del Boston Consulting Group afferma che il 19% dei lavoratori soffre di brain fry. In tutto questo, la vittima principale rimangono i neoassunti. Senza una guida umana non fanno esperienza e non si formano.

Privacy Preference Center